Acceleratore lineare

Acceleratori lineari per Milano, Monza e Bergamo

Cancro Primo Aiuto sta promuovendo tre campagne di raccolta fondi per l’acquisto e l’aggiornamento di altrettanti acceleratori lineari: uno per l’Ospedale Niguarda di Milano, uno per l’Ospedale San Gerardo di Monza e l’ultimo per l’Ospedale Papa Giovanni XIII di Bergamo.

 

 

Ospedale Niguarda di Milano

Guarda lo spot con i calciatori dell’Inter

Guarda lo spot con il capitano della Pallacanestro Cantù

Guarda lo spot con Salvini e Peluffo

L’Ospedale Niguarda è diventato un punto di riferimento per Cancro Primo Aiuto: qui vengono mandati molti dei malati che si rivolgono all’associazione. E qui si rivolgono anche molti malati brianzoli perché la Ca’ Granda ha delle eccellenze nelle cure oncologiche che non ci sono altrove.

L’Ospedale Niguarda ha bisogno di un nuovo acceleratore lineare per curare i suoi malati di cancro. Le nuove richieste di cura e la continua innovazione tecnologica hanno spinto Cancro Primo Aiuto a lanciare un progetto ambizioso: raccogliere i fondi necessari per acquistare un nuovo acceleratore lineare per l’Ospedale Niguarda Ca’ Granda.

La radioterapia dell’Ospedale Niguarda cura circa 1.300 pazienti ogni anno, molti provenienti da importanti Ospedali di Milano e dell’area metropolitana dove la Radioterapia non è presente. L’obiettivo del Niguarda Cancer Center è quello di curare innovando, mettendo a disposizione dei pazienti il meglio per i loro trattamenti. Per questo il continuo rinnovamento tecnologico è un aspetto imprescindibile per garantire cure al passo con gli ultimi avanzamenti in campo oncologico.

Come nel caso delle automobili, infatti, anche gli acceleratori lineari si evolvono. Così anno dopo anno la tecnologia mette a disposizione macchinari sempre più sofisticati: le strumentazioni e gli accessori che compongono i nuovi modelli migliorano progressivamente, per cui un’apparecchiatura acquistata oggi consente di eseguire trattamenti più mirati e di complessità nettamente superiori. Un continuo rinnovamento è necessario, per mantenere alti gli standard terapeutici.

Da qui la raccolta fondi lanciata da Cancro Primo Aiuto, per acquistare un nuovo acceleratore lineare per Niguarda. Molti hanno già risposto positivamente. Testimonial dell’iniziativa sono il capitano della Pallacanestro Cantù, Abass Awudu, il calciatore dell’Inter Andrea Ranocchia insieme all’allenatore Roberto Mancini e al manager Dejan Stankovic, i medici e i sostenitori della Fondazione Oncologia Niguarda Onlus e i due vicepresidenti di Cancro Primo Aiuto, gli onorevoli Vinicio Peluffo (PD) e Matteo Salvini (Lega Nord).

Per la raccolta fondi è stato aperto un conto corrente presso la sede milanese del Credito Valtellinese (IBAN  IT30M0521601630000000017766)

Ecco la relazione sullo stato tecnologico della Radioterapia dell’Ospedale Niguarda

 

Ospedale San Gerardo di Monza 

L’unità operativa di Radioterapia dell’Ospedale San Gerardo annualmente prende in carico circa 1.200 nuove persone malate e vengono studiati ed eseguiti oltre 1.600 piani di cura personalizzati.

I tre acceleratori lineari disponibili consentono di applicare tecniche diverse, tradizionali o avanzate, sempre personalizzate, secondo la tipologia del tumore, della sede, della geometria della lesione e degli altri aspetti clinici di volta in volta considerati.

Cancro Primo Aiuto ha lanciato una raccolta fondi per acquisire una nuova macchina in sostituzione di uno dei tre acceleratori lineari, quello più datato che, seppur rispondente agli standard internazionali di accettabilità, deve tuttavia essere sostituito, sia per superare le difficoltà legate alla reperibilità delle parti di ricambio, sia per consentire un sempre maggior impiego delle tecniche speciali più avanzate.

Le tecniche speciali, unitamente agli odierni potenti sistemi computerizzati per il calcolo della dose assorbita e per il controllo della dose erogata, sono più conformanti, danno risultati migliori nel controllo della malattia e riducono la tossicità per i tessuti non interessati dal tumore.

E’ stato aperto un conto corrente presso il Banco Desio che ha già deliberato una significativa erogazione a favore di questa iniziativa. Si possono fare donazioni utilizzando il codice IBAN IT02J0344033270000001725300.

 

Ospedale Papa Giovanni XIII di Bergamo

Guarda la presentazione

IORT per l’ospedale di Bergamo è un progetto di raccolta fondi per consentire l’aggiornamento
tecnologico dell’acceleratore lineare utilizzato per la radioterapia intra-operatoria (IORT)
all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo nella cura del tumore al seno.
L’iniziativa è promossa da Cancro Primo Aiuto Onlus, in collaborazione con l’Associazione
Oncologica Bergamasca Onlus e l’Associazione Cure Palliative Onlus, sulla scorta di un protocollo
di intesa siglato il 9 giugno 2016 tra ASST Papa Giovanni XXIII e CPA Onlus.
Il cancro alla mammella rappresenta il 28% dei tumori che colpiscono le donne nella provincia di
Bergamo, con oltre 800 nuovi casi ogni anno. Circa 500 vengono operati dall’équipe della Chirurgia
2 Senologica dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII, guidata da Privato Fenaroli, prima struttura per
casi trattati in provincia di Bergamo (il 48% del totale) e quarta in Regione dopo IEO, Istituto
nazionale dei Tumori e Humanitas. Il Papa Giovanni XXIII è quindi la struttura pubblica non a
carattere scientifico che esegue più interventi in Lombardia.
La raccolta fondi coinvolge enti, fondazioni, associazioni, imprese, cittadini e media del territorio
bergamasco perché è solo con la collaborazione di tutti che si raggiungono gli obiettivi.
Che cos’è la radioterapia intra-operatoria
La IORT (Intra-Operative Radio Therapy) consiste nella somministrazione di una dose elevata di
radiazioni nella sede del tumore, esposta chirurgicamente al momento dell’intervento chirurgico,
con lo scopo di distruggere eventuali microscopici residui tumorali nella mammella. La procedura
viene eseguita grazie ad apparecchiature che emettono elettroni di alta energia chiamate acceleratori
o raggi x di bassa energia.
All’Ospedale Papa Giovanni XXIII è disponibile un acceleratore di elettroni portatile che può
essere posizionato in sala operatoria. La IORT è utilizzata all’Ospedale di Bergamo dal 2006 per
trattare il tumore mammario delle donne in menopausa, adeguatamente selezionate secondo
protocollo. Dal 2012, grazie a un nuovo protocollo, l’utilizzo è stato esteso anche a donne di età
inferiore a 48 anni.
I vantaggi della radioterapia intra-operatoria
• L’eliminazione del tempo di attesa tra chirurgia e inizio della radioterapia consente di
contrastare lo sviluppo e la nuova crescita di cellule tumorali
• La precisa localizzazione topografica, grazie al diretto controllo visivo della zona da
irradiare
• Una migliore integrazione della radioterapia con i farmaci adiuvanti, senza la necessità di
posporre la radioterapia a fasci esterni dopo la chemioterapia
• La possibilità da parte della donna di evitare completamente o in parte il trattamento
radiante a fasci esterni dopo l’intervento, riducendo il numero di accessi ambulatoriali in
ospedale e lo stress degli appuntamenti quotidiani
• L’abbreviazione o l’eliminazione del ciclo di radioterapia adiuvante standard ha un impatto
positivo sui costi e sul carico di lavoro del centro di radioterapia, liberando tempo-macchina
per gli altri trattamenti a fasci esterni.
Perché una nuova IORT
Il centro di Radioterapia, di cui è responsabile Luigi Franco Cazzaniga, tratta annualmente poco
meno di 400 donne con tumore della mammella, delle quali circa 100 con la IORT. L’attuale
apparecchiatura utilizzata per la IORT è stata acquisita nel febbraio 2006 ed è stata costantemente
utilizzata nel corso degli anni. Il servizio di Fisica Sanitaria, diretto da Stefano Andreoli, garantisce
le prove di stabilità e costanza di rendimento. Tuttavia è inevitabile che le componenti elettroniche,
radiologiche e meccaniche subiscano un’usura dopo 10 anni di attività. Perché gli interventi
all’Ospedale Papa Giovanni XXIII possano continuare con l’attuale efficacia si deve prevedere o
l’acquisto di una nuova macchina oppure l’aggiornamento della tecnologia di quella in uso. Tra le
due opzioni, la seconda ha un costo nettamente inferiore, pari a circa 500 mila euro, e consentirebbe
di migliorare la performance attualmente raggiunta e di trattare con maggiore efficacia i bersagli più
profondi. Non si esclude la possibilità che la metodica sia sperimentata anche in altre forme
tumorali oltre che alla mammella.
I primi sostenitori…
IORT per l’Ospedale di Bergamo ha il patrocinio del Comune di Bergamo e nella fase di avvio ha
già raccolto il sostegno di importanti realtà come Fondazione Credito Bergamasco, Fondazione
Banca Popolare di Bergamo, Confindustria Bergamo, Confimi Apindustria Bergamo e l’aiuto di
Volley Bergamo Foppapedretti al fianco di Atalanta e al Club Amici dell’Atalanta… Altri ancora si
uniranno alla cordata per permetterci di raggiungere l’obiettivo.
Un grazie particolare a Cristina Parodi, volto noto della tv, anche lei bergamasca, che si è prestata a
fare da testimonial all’iniziativa.

Sono stati aperti due conti correnti presso la Banca Popolare di Bergamo (IBAN: IT23E0542811101000000058540) sede di Bergamo e presso il Credito Bergamasco (IBAN IT32Z0503411121000000008872) sede di Bergamo.